Besa, il codice d'onore albanese a protezione degli ebrei

Negli anni drammatici della seconda guerra mondiale fu un rigido codice d'onore a decretare la salvezza degli ebrei di Albania. Mentre nel resto d'Europa la persecuzione mieteva le sue vittime lì gli ebrei vennero infatti considerati ospiti e in quanto tali da proteggere e preservare. Fino al punto di donare loro abiti e nomi musulmani.

A raccontare questa vicenda, ancora poco nota all'opinione pubblica occidentale, è la mostra “Besa: un codice d'onore. Albanesi musulmani che salvarono gli ebrei durante la Shoah” in esposizione al Museo ebraico da giovedì 18 giugno al 15 ottobre.
La rassegna, realizzata da Yad Vashem, propone le suggestive immagini del fotografo americano Norman Gershman che per cinque anni ha percorso l'Albania recuperando le testimonianze di questo straordinario salvataggio che riguardò quasi 2 mila ebrei e documentandolo attraverso i ritratti dei salvatori e dei loro discendenti.

La storia appare ancora più sorprendente se si considera che nei primi decenni del Novecento in Albania, paese a maggioranza musulmana, vivevano 200 ebrei appena che aumentarono però in maniera vistosa con le fughe legate all'aggravarsi delle persecuzioni nazifasciste. A proteggere i profughi fu l'antico codice d'onore del popolo albanese, profondamente radicato nella cultura e nelle usanze chiamato appunto Besa.

Ebrei al bivio della storia

Lunedì 8 giugno, ore 18, al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner, via del Monte, 7 dibattito su Al bivio della storia - Gli ebrei italiani tra memorie, identità e la sfida del futuro. Intervengono Daniele Segre, regista e Dan Segre, educational psychologist. Si proietta il film “Sinagoghe, ebrei del Piemonte” (Italia, 1999, 53’) di Daniele Segre.

Il film di Daniele Segre narra un viaggio tra le sinagoghe piemontesi, ricche di bellezze artistiche ma scarsamente frequentate. Il documentario ci propone questi luoghi di culto, in tanta parte quasi abbandonati dopo la seconda guerra mondiale, ristrutturati e non, riaccendendo le candele per mostrarci come potevano essere prima dell'industrializzazione, talvolta animandoli con fedeli, cori e testimonianze dirette. Gli anziani si raccontano ai giovani che un po' frastornati un po' meravigliati apprendono così le origini della loro fede, cultura, storia e soprattutto dramma.

Dan Segre, esperto di organisational coaching, da anni è impegnato in un approfondito lavoro di monitoraggio e formazione delle Comunità ebraiche italiane (tra cui quella triestina) con l’obiettivo di preparare il sistema dell’ebraismo italiano ad affrontare la realtà quotidiana e il domani in forma propositiva e programmata.

Nel dibattito si farà il punto sulla situazione e le prospettive degli ebrei italiani tra le memorie tragiche e gloriose di quanto è stato e la sfida del futuro, perché il presente non si trasformi sin d’ora in memoria di ciò poteva essere e non sarà mai più.

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