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9.04.2019 “BETINA SIN APARECER”

Martedì 9 aprile 2019, alle ore 17.00, il Museo in collaborazione con la casa editrice Qudulibri e con il patrocinio dell'Associazione 24marzo Onlus, presenta il libro di DANIEL TARNOPOLSKY.

DANIEL TARNOPOLSKY
Betina sin aparecer. La storia intima del caso Tarnopolsky
Qudulibri, Bologna 2018

Ne parlano con l'Autore, Rodrigo Diaz, direttore artistico del Festival del cinema latino americano di Trieste, e rav Ariel Haddad, coordinatore del Museo "Carlo e Vera Wagner".

I Tarnopolsky erano originari della Russia, da cui erano emigrati in Argentina per sfuggire alle violenze antiebraiche del regime zarista. Nel 1976, Daniel aveva solo 18 anni quando i militari irruppero nella sua casa a Buenos Aires e portarono via i genitori. Poi sequestrarono sua sorella di 15 anni e sua cognata. Suo fratello Sergio stava facendo il servizio militare nella ESMA e non riapparve più. In una notte, quella del 15 luglio 1976, Daniel Tarnopolsky perse tutta la sua famiglia e si ritrovò solo. Riuscì a scampare all'appuntamento con la morte solo perché non era in casa.

In questo libro egli affianca alla sua voce, e a quella della nonna, custode della tradizione ebraica famigliare, la voce poetica di sua sorella Betina, in un'ossessiva e commovente ricerca di colei che immagina in un limbo di oblio, non morta ma uccisa nell'animo dal suo torturatore.
Oltre ai parenti e agli amici verrà sostenuto da una solida fiducia nella religiosità, attraverso lo studio dell’ebraismo, della musica e del canto che lo porteranno a specializzarsi in psicomotricità e musicoterapia e a diventare chazan.
Nel 2004 la sua battaglia processuale lo condusse a una vittoria senza precedenti nei confronti dell’ammiraglio Massera, con la conseguente donazione di quanto ottenuto per risarcimento alle Abuelas de Plaza de Mayo.
Non è solo la storia di un esilio strenuo, prima in Cile, poi in Israele e in Francia, fino al ‘desesilio’ in Argentina, quanto una narrazione che apre nuovi confini alla ricerca di memoria, verità e giustizia, contrapponendosi ai temi dell’attuale negazionismo dilagante, attraverso un racconto puntuale di ciò che è stato. Una narrazione avvincente che ti prende e non ti lascia andare neanche dopo il finale. Arricchito dalle numerose fotografie dall’archivio dell’autore, il libro è impreziosito in copertina e all’interno dalle immagini di Angela Pryor.

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