Il successo della giornata a Trieste
E’ stato un successo superiore alle aspettative. Domenica 2 settembre la Giornata Europea della Cultura Ebraica - che quest’anno ha visto Trieste città capofila per l’Italia – ha infatti richiamato oltre 4 mila persone. Un flusso importante di persone che hanno affollato la cerimonia inaugurale in Sinagoga, gli incontri al Caffè San Marco, al Museo Sartorio e al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner, le visite guidate al Tempio e al Cimitero e il concerto serale al teatro Rossetti, in cui Marco Ferradini ha proposto alcuni dei brani più belli del cantautore Herbert Pagani.
A percorrere l’intera manifestazione, il filo rosso delle testimonianze, prescelto quest’anno dall’Unione delle comunità ebraiche italiane come tema conduttore dell’evento. Da Fiorello La Guardia, cui è stata dedicata una mostra al Tempio, al pittore Gino Parin; da Giorgio Voghera a Edoardo Weiss, uno dei padri fondatori della psicanalisi italiana per finire con Pagani è dunque tornato all’attenzione del grande pubblico un ventaglio di esperienze profondamente legate all’ebraismo, spesso (come nel caso di La Guardia, mitico sindaco di New York) poco conosciute da questo punto di vista.
L’apertura della giornata ha suggellato l’importanza dell’evento, con una grande cerimonia che per la prima volta ha visto riunite in Sinagoga le massime autorità cittadine, provinciali e regionali. All’appuntamento hanno infatti preso parte, accanto ai rappresentanti della nostra Comunità, Andrea Mariani, Gabriella Kropf e Mauro Tabor - Renzo Gattegna e Yoram Ortona, rispettivamente presidente e consigliere dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, il presidente della Regione Riccardo Illy; il sindaco Roberto Di Piazza; la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat; il prefetto di Trieste Balsamo e il sottosegretario al Commercio estero Milos Budin e il consigliere regionale Bruno Zvech.
“Il valore della Giornata Europea della Cultura Ebraica – ha sottolineato Renzo Gattegna – non si esaurisce nella riscoperta delle testimonianze dell'antichissima presenza ebraica". “Il successo della manifestazione - ha detto – è invece l’esito di qualcosa di nuovo che sta emergendo: da un lato il grande e generalizzato interesse per gli ebrei e l'ebraismo, dall'altro la spinta interiore che è sorta negli ebrei a dialogare, a confrontarsi, ad aprire la propria cultura e le proprie tradizioni”. “Gli ebrei – ha proseguito il presidente dell’Ucei - stanno vivendo una fase di inversione della tradizionale tendenza alla riservatezza”. “La comunicazione - ha aggiunto - viene vista come una sfida importante, che comporta alcuni rischi, ma che appare come l'arma più efficace per vincere la secolare lotta contro le diffidenze ed i pregiudizi di cui si è sempre nutrito l'antiebraismo".
Ogni volta che troviamo il coraggio di aprirci, questa la conclusione del presidente Gattegna, assistiamo a un effetto collaterale entusiasmante: la caduta verticale del pregiudizio antiebraico”.
“La nostra Comunità, oggi molto ridotta in termini numerici, – ha detto quindi Andrea Mariani – rappresenta una realtà fondamentale per Trieste e per la regione. A caratterizzarla, nella sua storia che ha visto una costante stratificazione di componenti diverse, è infatti sempre stato uno strettissimo legame sia con l’ebraismo italiano sia con il mondo esterno”.
“La scelta di Trieste quale città capofila per la Giornata Europea della Cultura Ebraica è motivo di vera soddisfazione - ha detto sindaco Di Piazza – La componente ebraica ha infatti rappresentato un elemento insostituibile nella storia triestina. Le leggi razziali, annunciate proprio da piazza Unità, e la drammatica deriva nazista sono state uno sfregio all’armonica convivenza che fino allora aveva contraddistinto la nostra realtà ”. Quanto accaduto allora non dovrà mai più ripetersi, ha concluso il sindaco, esortando a guardare a un futuro di pace e di convivenza.
Anche il presidente della Regione ha espresso un sentito ringraziamento per la scelta di Trieste città capofila. “In Europa – ha sottolineato Illy – uno dei principali fattori di ricchezza sociale, culturale ed economica è rappresentato dalla diversità linguistica, culturale e religiosa. Anche in questo senso la realtà ebraica è stata, in particolare a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia, un elemento di sviluppo notevole”.
“La propulsione verso la nuova Europa – ha proseguito Illy - sta proprio nella capacità di portare avanti quel dialogo e quel lavoro comune, interrotti in modo drammatico dalla seconda guerra mondiale, che storicamente contraddistinguono la nostra società, in cui la componente ebraica rappresenta storicamente un fattore di sviluppo notevole”. In quest’ottica, ha concluso Gattegna, la scelta di Trieste città capofila della Giornata della cultura ebraica ha in sé una grande suggestione. “I paesi europei, come le comunità ebraiche europee, stanno oggi attraversando una fase di trasformazione e di apertura verso i Paesi dell'Europa orientale che vede Trieste riacquistare quella posizione strategica che tradizionalmente ha sempre avuto".
“Trieste città capofila dell’VIII edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica – ha concluso Yoram Ortona, consigliere Ucei delegato alla manifestazione - può ben rappresentare storicamente, la punta avanzata di un ebraismo aperto verso l’esterno ma radicato fortemente alle proprie radici e tradizioni. Un ebraismo italiano ed europeo assieme”.






