Alla scoperta di personaggi e volti inediti dell'ebraismo
COMUNICATO STAMPA
Saranno le testimonianze ebraiche nella vita, nell'arte e nella scienza a caratterizzare, domenica 2 settembre la Giornata Europea della Cultura Ebraica che quest'anno, nella sua ottava edizione, vedrà Trieste città capofila della manifestazioni nazionali.
Promossa a livello nazionale dall'Ucei, Unione delle Comunità ebraiche italiane, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le attività culturali e del Ministero della Pubblica Istruzione, l'iniziativa è organizzate a Trieste dalla Comunità ebraica triestina e dal Museo della Comunità ebraica di Trieste "Carlo e Vera Wagner" in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, direzione Area Cultura Civici Musei di Storia e Arte.
Il programma prevede, dalla mattina alla sera, una fitta scaletta di appuntamenti alla scoperta di personaggi e aspetti inediti dell'ebraismo: mostre, incontri a tema, visite guidate, l'avvio di progetto volto a promuovere gli itinerari e i luoghi ebraici d'Italia con le nuove tecnologie e un grande concerto conclusivo di Marco Ferradini, a ingresso gratuito, in onore del cantautore d'origine ebraica Herbert Pagani.
"La giornata del 2 settembre - spiega Andrea Mariani, presidente della Comunità ebraica di Trieste - è un'opportunità preziosa per esprimere la nostra cultura e condividerla con la cittadinanza. In quest'incontro chi vuole conoscere la nostra realtà potrà riscoprire una tradizione, contraddistinta dal valore dell'integrazione e del rispetto delle diversità, che ha accompagnato in modo significativo la storia di tutti e oggi appartiene alle origini della grande maggioranza dei cittadini europei".
"Il Friuli Venezia Giulia - conclude Mariani - è sicuramente tra i territori dove il corso di questa indispensabile interculturalità trova stimoli d'eccellenza oltre a fertili concezioni di condivisione progettuale e politica. La mitica capacità d'iniziativa friulana e la grande attrazione data dal cosmopolitismo delle genti giuliane sono evidenti virtù che danno a questa regione l'opportunità di essere epicentro capace e positivo delle nuove geometrie globali. Trieste città capofila nazionale della Giornata della Cultura ebraica è un riconoscimento di centralità e di fiducia verso il ruolo di primaria importanza che questo capoluogo deve avere".
"La Giornata Europea della Cultura Ebraica - dice Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei - ci offre ogni anno un'occasione unica: aprire le porte, facilitare l'accesso e le visite ai luoghi della nostra storia e far conoscere l'ebraismo e gli ebrei italiani per quello che sono realmente, con la loro vivacità culturale e intellettuale. L'apertura del mondo ebraico verso quanti vogliono avvicinarvisi e studiarlo produce un ‘effetto collaterale' entusiasmante. Riscontriamo infatti una caduta verticale del pregiudizio ogni volta che troviamo il coraggio di abbassare le nostre difese e permettiamo a quanti lo desiderano di conoscerci". .
"In questo senso la scelta di Trieste quale capofila dell'VIII edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica ha un valore particolare - sottolinea Yoram Ortona, consigliere Ucei delegato alla Giornata Europea della Cultura - La città, cerniera tra est ed ovest, può infatti ben rappresentare storicamente, la punta avanzata di un ebraismo aperto verso l'esterno ma radicato fortemente alle proprie radici e tradizioni. Un ebraismo italiano ed europeo assieme".
La Giornata Europea della Cultura Ebraica si apre alle 10 al Tempio Maggiore di via San Francesco 19 con una Cerimonia inaugurale, aperta al pubblico, che vede la partecipazione di Andrea Mariani, presidente della Comunità ebraica di Trieste; Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei e del consigliere Ucei Yoram Ortona. Interviene il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy.
Alle 10.30 Gabriella Kropf, di KeyTre viaggi, presenta un progetto di promozione e diffusione degli itinerari e dei luoghi ebraici in Italia attraverso le nuove tecnologie.
A seguire, una serie di appuntamenti che illumineranno gli aspetti meno conosciuti di alcuni personaggi di spicco legati all'ebraismo triestino. Alle 10.45, al Tempio Maggiore, s'inaugura la mostra "Fiorello La Guardia e le sue radici ebraiche a Trieste". La rassegna è dedicata al mitico sindaco di New York, che vanta un legame molto stretto e per tanti versi inesplorato con la Comunità ebraica locale.
Attraverso una serie di documenti inediti e belle immagini d'epoca, di cui molte fornite dalla nipote Katherine La Guardia, si illustra il rapporto della famiglia La Guardia con Trieste e si mette in luce il nesso tra alcuni temi ricorrenti nell'azione politica e culturale di Fiorello e il suo retaggio ebraico.
Trieste fu infatti la città natale della madre di Fiorello, Irene Luzzatto Coen. Il futuro sindaco vi fece ritorno giovanissimo da New York per lavorare a lungo, nell'ambasciata statunitense di Budapest, Trieste e Fiume, vicino ai profughi ebrei che a migliaia fuggivano dalle persecuzioni del centro Europa imbarcandosi proprio a Trieste alla volta dell'America o della Palestina. Per questo la città meritò l'appellativo di "Shaar Zion", Porta di Sion.
Al suo ritorno negli Stati Uniti Fiorello La Guardia parlava ben sette lingue, tra cui l'yiddish, ma soprattutto aveva maturato un profondo senso di giustizia destinato a guidare l'intera sua opera politica.
La mostra sarà visitabile dal 22 ottobre al 4 dicembre al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner.
Il programma prosegue con un incontro sullo scrittore Giorgio Voghera. L'opera dell'autore de Gli anni della psicanalisi (1980), Nostra Signora Morte (1983), Carcere a Giaffa (1985) e Quaderno d'Israele (1986) - nato a Trieste nel 1908 e scomparso nel 1999 - sarà analizzata, nei suoi risvolti di maggiore attualità, da Elvio Guagnini, ordinario di Letteratura italiana alla Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Trieste, in una conferenza, alle 11.45, all'Antico Caffè San Marco.
Alle 15.30, al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner in via del Monte 7, Anna Jencek propone una riflessione dal titolo "Appunti di artista" sulla figura di Herbert Pagani, con cui ha condiviso un lungo sodalizio umano e artistico. A Pagani, artista poliedrico, ebreo di origini tripoline, cantautore ma anche illustratore, scrittore, attore e disc jockey, morto a soli 44 anni per una leucemia, è dedicata la mostra "Appunti di una vita", in corso al Museo ebraico, che per l'occasione si arricchirà di nuove testimonianze.
Il pomeriggio della Giornata europea della cultura ebraica continua sul filo dell'arte. Alle 17 s'inaugura al Museo Sartorio, in largo papa Giovanni XXIII, la mostra "Gino Parin, colori e musica", organizzata in collaborazione con il Comune di Trieste e i Civici Musei locali. Dopo il saluto delle autorità intervengono Lorenza Rescinditi, conservatore dei Civici musei di Storia e Arte e Claudia Ragazzoni, storica dell'arte sul tema "Gino Parin, pittore triestino.
In esposizione una selezione di opere a tema musicale dell'artista, di origini ebraiche, attivo a Trieste nella prima metà Novecento, medaglia d'oro nel 1913 all'Esposizione universale di Monaco dove aveva preso avvio la breve ma interessante stagione della Secessione viennese. La sua pittura, d'intenso realismo e dagli aspetti spesso surreali, si è espressa soprattutto nella ritrattistica. Gino Parin è perito nel 1944, nel vagone merci che lo stava portando al campo di Bergen Belsen.
La mostra rimane aperta fino al 21 ottobre, con orario dalle 9 alle 19 da martedì a domenica.
Alle 17.45, sempre al Museo Sartorio, è di scena la figura di Edoardo Weiss, ebreo triestino e allievo di Freud, che svolse un ruolo di grande importanza nella diffusione della cultura psicanalitica in Italia. Ad affrontare alcuni aspetti del suo lavoro saranno Helen Brunner, psicologa e psicoterapeuta triestina, nella conversazione "Girovagando per Trieste ho incontrato lo zio E." e David Meghnagi, ordinario della Società psicanalitica italiana e docente di Psicologia clinica all'Università di Roma nella conversazione "Edoardo Weiss, ebreo triestino, allievo di Freud".
Allievo e amico di Sigmund Freud, Edoardo Weiss si laureò a Vienna nel 1914 e fece parte della Società psicanalitica di Vienna e dell'Associazione internazionale psicanalitica. Tornato in Italia nel 1918, esercitò la professione di psicanalista prima a Trieste, dove ebbe come paziente anche il poeta Umberto Saba, poi a Roma. Nel 1939 le leggi razziali lo costrinsero a trasferirsi negli Stati Uniti, a Chicago. Nel 1932 aveva fondato la Società psicanalitica italiana.
La Giornata europea della cultura ebraica si conclude con un grande concerto in onore di Herbert Pagani, a ingresso gratuito. Alle 20.30, al teatro Rossetti in viale Venti Settembre, il cantante - famoso per il brano Teorema che nel 1981 lo consacrò all'attenzione del grande pubblico - ripropone le più belle canzoni del cantautore divenuto celebre negli anni Sessanta con brani quali Albergo a ore, Ahi le Hawaii, Cin cin con gli occhiali e, a tema più strettamente ebraico, La Stella d'oro.
Nel corso della giornata saranno proposte visite guidate gratuite alla Sinagoga e al Cimitero ebraico di via della Pace 4 con partenza alle 15, alle 16 e alle 17.
I momenti più belli della giornata e un approfondimento sulla realtà della Comunità ebraica di Trieste andranno in onda su Raidue all'1 circa di domenica 2 a "Sorgente di vita", rubrica di vita e di cultura ebraica a cura dell'Ucei. In replica lunedì 3 alla stessa ora e lunedì 10 alle 7.








