Alla scoperta degli itinerari ebraici

La prima domenica di settembre molti cittadini italiani hanno già da otto anni un appuntamento fisso: prendere parte alle iniziative della Giornata Europea della Cultura Ebraica. Le oltre 40.000 presenze degli ultimi anni sono un numero assai significativo e rappresentano un vero e proprio successo per l'Italia: sono infatti circa un terzo delle presenze nei trenta Paesi europei che aderiscono alla Giornata. Questi dati sottolineano che sono tanti i non ebrei che si vogliono avvicinare alle tradizioni, alla musica, al folklore, alla cucina, alla ricca e viva realtà della cultura ebraica.

Tanti vogliono visitare i luoghi in cui essa si è sviluppata, si è confrontata con le tradizioni locali, ha lasciato tracce o è, ancora oggi, attiva e presente.
Le manifestazioni della Giornata si svolgono su tutto il territorio nazionale, in 55 località diverse, dal Friuli Venezia Giulia alla Calabria, dal Piemonte alla Sicilia.

I segni della presenza ebraica in queste località indicano gli spostamenti e i percorsi degli ebrei nella penisola, alla ricerca di luoghi dove esercitare il commercio o le professioni, dove cercare ospitalità e rifugio dalle persecuzioni, dove vivere da cittadini liberi. Visitando una dopo l'altra queste località si possono percorrere veri e propri itinerari turistici e culturali che meritano di essere scoperti e valorizzati. Perché non pensare come per la Via Francigena, a un itinerario europeo che ripercorra in Italia i luoghi della cultura ebraica? Proprio per la consapevolezza dell'importanza del patrimonio culturale ebraico in Italia abbiamo sostenuto con la Legge 175 la sua salvaguardia.


La Giornata della Cultura ebraica non è solo una iniziativa culturale e turistica.Varcare la soglia di un museo, di una mostra, di una sinagoga, spesso erroneamente ritenuta luogo chiuso, assistere a un concerto o assaggiare del cibo "kasher", facilita la conoscenza, la comprensione, il confronto, il dialogo. Tanti conoscono la Roma ebraica o le splendide sinagoghe di Venezia. Ma quanti sanno che proprio pochi anni fa sono stati scoperti i resti di un tempio ebraico a Bova Marina, in Calabria? Che a Siracusa esiste un bagno rituale? O che a Trani, dopo secoli di assenza, sta rinascendo un piccolo nucleo ebraico? O che a Santa Maria del Cedro giungono ancora oggi ebrei ortodossi per sorvegliare la raccolta dei cedri da utilizzare in tutto il mondo durante la Festa delle capanne? Ognuno potrà scoprire a poca distanza dalla propria casa i luoghi meno conosciuti della storia, della cultura, della presenza ebraica nel nostro Paese.


Io stesso sono stato piacevolmente incuriosito dalla scoperta che Trieste, città che quest'anno sarà capofila per l'Italia, dedicherà una mostra a Fiorello La Guardia, sindaco di New York e figlio di una ebrea triestina.

La Giornata della cultura ebraica ci apre le porte di luoghi da visitare e di patrimonio culturale da conoscere. Tra poco tempo, potremo annoverare tra le diverse offerte anche il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah che sta nascendo a Ferrara grazie ad un accordo tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le comunità ebraiche e gli Enti locali.

Il Museo diventerà il punto di riferimento per coloro che vogliono approfondire la conoscenza della storia di oltre 2000 anni di presenza ininterrotta degli ebrei in Italia. E' la cultura la chiave che apre le porte, che avvicina e consente di percorrere insieme sentieri vecchi e nuovi.

Francesco Rutelli
Ministro per i Beni e le Attività Culturali