La comunità oggi

La Comunità ebraica di Trieste conta oggi quasi 600 iscritti ed è considerata a livello nazionale una realtà di medie dimensioni. A caratterizzarla è la presenza di un ventaglio di attività e di servizi che coprono l’intera gamma delle necessità della vita ebraica nella circoscrizione di Trieste, Gorizia, Udine e Pordenone. Accanto alla Sinagoga, al bagno rituale (mikveh), al Cimitero, grande attenzione è riservata all’educazione dei bambini e dei giovani. Ancora oggi sono in funzione la scuola israelitica “Isacco Sansone Morpurgo”, nata con le Patenti di tolleranza dell’imperatore Giuseppe II nel 1783 con il nome di “Scuole pie normali israelitiche”.

La scuola elementare, parificata, è affiancata da un nido d’infanzia per i più piccoli e da una scuola materna. A caratterizzare le istituzioni scolastiche è un programma che abbina gli insegnamenti curriculari allo studio della lingua, della religione e della cultura ebraiche. Rivolto ai giovani, triestini e non, è inoltre attivo sull’altipiano carsico un centro ricreativo che accoglie anche incontri culturali. Per la parte assistenziale mantiene invece le sue funzioni di accoglienza agli anziani la Pia casa Gentiluomo intitolata ad Abramo Stock, da poco riqualificata e adibita a struttura protetta. In campo culturale l’attività comunitaria vede una ricca proposta d’iniziative che, per la parte culturale, vede impegnato il Museo ebraico Carlo e Vera Wagner.

Molto attiva anche l’Adei - Associazione donne ebree italiane. La Comunità ebraica di Trieste è nata nel 1746 per dare risposta alle esigenze religiose, culturali, assistenziali ed economiche dei suoi iscritti. Ne fanno parte tutti gli ebrei che risiedono nella circoscrizione e che vi s’iscrivono, contribuendo in base al reddito a sostenerne il funzionamento.

La cancellazione dalle liste comunitarie avviene su esplicita richiesta e comporta la perdita dei diritti e dei servizi assicurati dalla Comunità. La struttura comunitaria mantiene ancora oggi il suo antico assetto organizzativo. La Comunità ebraica di Trieste è infatti gestita da un consiglio, composto da sette rappresentanti eletti dagli iscritti che hanno compiuto la maggiore età. E’ il consiglio ad eleggere al suo interno il presidente che è a capo dell’amministrazione. A garantire un’ampia partecipazione alle scelte comunitarie, le tematiche di rilievo sono periodicamente sottoposte all’assemblea generale degli iscritti. La direzione spirituale è affidata al rabbino capo che, dal punto di vista amministrativo, è un dipendente della Comunità. Il rabbino capo è pienamente autonomo nelle questioni religiose o attinenti il culto e ha diritto al voto consultivo in consiglio. Fra le sue attribuzioni, la celebrazione di matrimoni fra ebrei in cui svolge funzioni di ufficiale di stato civile. Nel corso della cerimonia gli sposi devono infatti dichiarare di uniformarsi a tutte le norme del codice civile italiano che regolano l’istituto del matrimonio.

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