L'anno ebraico

Il calendario ebraico è di tipo lunisolare, cioè calcolato su base sia solare che lunare. L'anno è composto di 12 o 13 mesi lunari, di 29 o 30 giorni ciascuno, della durata complessiva di 354 giorni. Le festività ebraiche sono definite in relazione al calendario ebraico ed alcune di esse sono legate strettamente alla stagione.
Il calendario ebraico, che è oggi il calendario ufficiale dello stato di Israele, deriva dal calendario babilonese, con il quale gli ebrei vennero in contatto nel VI secolo a.C.. Originariamente la durata dei mesi non era stabilita in anticipo, ma l'inizio di ogni mese veniva fissato tramite l'osservazione diretta della Luna nuova. Nel 358 il sommo sacerdote Hillel II codificò un sistema matematico per fissare l'inizio dei mesi e la durata degli anni in base a regole di calcolo precise e immutabili.
All’interno della Bibbia sono riscontrabili diverse tracce per contare e denominare i mesi. Ancor oggi esiste una sorte di doppio inizio dell’anno ebraico. L’anno che, seppur impropriamente, potremmo chiamare “civile” inzia il primo di tishrì (settembre-ottobre), mentre l’anno “liturgico”comincia il primo di nisan (marzo-aprile). A partire dal XII secolo si è diffuso l’uso di contare gli anni conformandosi al calcolo biblico dell’inizio della creazione del mondo.
L’anno 5768 è un anno che conta 13 mesi per un totale di 383 giorni (shanà meuberet)
Nel 206° ciclo solare di 28 anni: anno 28°
Nel 304° ciclo lunare di 19 anni: anno 11°
Nel ciclo settennale: anno 7°
Dalla distruzione del secondo Santuario:
anno 1940° (1938°)
Dalla nascita dello Stato di Israele: anno 60°
Dalla riunificazione di Gerusalemme: anno 41°